Strumenti personali
Tu sei qui: Portale Cenni Storici
Azioni sul documento

Cenni Storici

Il Municipio e la Chiesa di Dosimo
Non sono molte le notizie storiche che ci sono pervenute riguardanti Persico Dosimo; è molto probabile comunque che i primi insediamenti umani su questo territorio risalgano all’epoca romana: dopo la fondazione della città di Cremona e la prima centuriazione del territorio cremonese (218 a.C.) alcune migliaia di coloni si insediarono sulle terre vicine alla città, fra il Po, l’Adda e l’Oglio, dediti – oltre che all’agricoltura – soprattutto alla difesa militare di Cremona dagli attacchi delle popolazioni nemiche. Quando erano meno assillati dalle attività belliche, i popoli di queste terre si dedicavano alla coltivazione della terra e allo sfruttamento dei boschi, in una faticosa contesa durata secoli e secoli con le acque di stagni e paludi, che anche in questa zona condizionavano pesantemente la vita e le attività umane.
Nei primi secoli dopo Cristo la campagna di questa zona è descritta come una terra fertile e ricca di corsi d’acqua, dove i boschi e le macchie lasciavano spazio – ove possibile – ai cereali, ai pascoli, alle viti; anche il bestiame, lasciato allo stato brado nelle campagne, contribuiva all’alimentazione della popolazione. Le scorrerie dei barbari toccarono certamente anche questi luoghi, provocandone l’impoverimento e l’abbandono; Eruli, Ostrogoti, Bizantini, Longobardi, Franchi si susseguirono nella conquista e nello sfruttamento delle terre attorno a Cremona. Caduto l’Impero Carolingio, Cremona fu prima travolta dalle guerre civili fra i grandi feudatari e poi assoggettata al governo dei Vescovi – Conti. Verso la fine dell’ XI secolo Cremona divenne Comune libero, estendendo la propria giurisdizione sulle terre ed i borghi della campagna circostante: il territorio di Persico Dosimo faceva capo alla Circoscrizione di "Porta San Lorenzo".

Dosimo
E’ il Capolugo del Comune di Persico Dosimo, costituito con Regio Decreto n° 2551 del 11.10.1928 mediante l’unificazione dei soppressi Comuni di Carpaneta – Dosimo e Persico.
Incerta è l’origine del nome Dosimo; sembra derivare dal latino "Ducere" (condurre), nel senso di "canale per condurre le acque" (dugale); fin da epoca antichissima infatti a Dosimo esistevano importanti corsi d’acqua interessati sia alla bonifica che all’irrigazione; fra questi il più antico è la Delmona, che attraversa il territorio di Dosimo da nord – ovest a su – est e che nel IX secolo era persino navigabile. La località "Dosno" è citata in alcuni atti notarili dell’XI secolo: ad esempio nel 1017 un certo Alberico lascia le sue case ed i suoi terreni in usufrutto vitalizio al prete Bonizzone, a condizione che egli celebri settimanalmente una messa per la sua anima nella Chiesa di San Faustino di Dalmona.
La Chiesa Parrocchiale di Dosimo è dedicata a San Giovanni Battista; fù ricostruita ad una sola navata nel 1756, essendo cadenti le strutture di un edificio ben più antico; nel 1773 fu edificata la torre campanaria, restaurata ed innalzata su disegno dell’arch. Luigi Voghera del 1838. Nel 1896 venne ampliata e portata da una a tre navate, così come si presenta ancor’oggi. All’interno della Chiesa del 1834 sono custodite le spoglie di Santa Colomba, martire romana del II secolo.
La località "Carpaneta" il cui nome richiama il carpino, pianta ad alto fusta molto diffusa su questo territorio nei secoli passati, è pure citata in documenti dell’XI secolo. Ca’ del Ferro (un tempo formata da due cascine, una delle quali ormai in disuso) aveva le caratteristiche tipiche della corte cremonese, con al suo interno la casa padronale con un bel giardino retrostante, le stalle per vacche buoi e cavalli, le abitazioni per i braccianti e per gli artigiani (sellaio, casaro, il falegname …) che
lavoravano al servizio dell’azienda, la chiesetta. La costruzione attuale risale al 1700 con parziali adattamenti e rifacimenti successivi.
Ca’ del Zappa è un complesso che comprende una cascina a cui si affianca una villa settecentesca di notevole pregio architettonico, fatta costruire dal nobile Gerolamo Gerenzani da cui discende la famiglia Calciati, attuale proprietaria della villa; la struttura è completata da una chiesetta costruita nel 1709 e
rifatta un secolo dopo ed ha un ampio giardino ricco di piante secolari pregiate situato a nord della villa, purtroppo oggi in parte distrutto.

QUISTRO
La sua origine risale probabilmente all’epoca Longobarda, Quistro è citato in diversi documenti dei secoli X e XI: nel 996 un appezzamento di terreno in Quistro viene donato al Monastero di San Lorenzo in Cremona e nel 1041 una "pecia de terra aratoria" viene donata al Vescovo di Cremona "in loco ubi nominatur Questro". In un altro documento del 1124 il Pontefice Calisto II conferma al Vescovo di Cremona Oberto i possessi e le chiese della Diocesi, fra cui quella "de Sancto Siro de Questro". Incerta è l’origine del nome "Quistro": potrebbe derivare da "aquestris" (luogo acquitrinoso) oppure da "chiostro"; sin dal secolo X infatti i monaci Nonantolani vi possedevano terreni ed un monastero dedicato a San Lorenzo. La Chiesa Parrocchiale fu intitolata a San Lorenzo dai Monaci dell’omonimo monastero di Cremona, a cui era affidata la cura delle anime di Quistro; all’inizio del 1800 fu ricostruita in stile neo – classivo, mentre il campanile fu eretto nel 1915. All’interno della chiesa si conserva un pregevole fonte battesimale del 1573, recante le iniziali del Cardinale Gian Francesco Gambara, abate commendatario di San Lorenzo di Cremona. Di rilevante interesse storico ed architettonico è la Cascina Castello, costruita sul luogo dove in epoca Medioevale sorgeva una rocca della famiglia guelfa dei Cavalcabò; la fortezza fu distrutta nel 1406 da Cabrino Fondulo, Signore di Cremona e acerrimo nemico dei Cavalcabò. Sui lati meridionale e orientale sono ancora visibili alcune strutte risalenti all’antica costruzione fortificata. Nelle mappe catastali del 1723 attorno alla Cascina è ancora presente un ampio fossato. Si dice che un tempo un passaggio segreto sotterraneo congiungesse il Castello alla Chiesa. Pure la Cascina Corte Grande ha alle spalle una storia significativa, anche se il radicale rifacimento risalente agli anni ’30 ne hanno cancellato le tracce; la cascina venne ristrutturata con criteri molto innovativi per quell’epoca, tant’è che all’inaugurazione partecipò persino Roberto Farinacci.
Cantoon Fumana è un piccolo centro abitato posto nelle vicinanze di Quistro; essendo una località depressa e paludosa, un tempo veniva chiamato "Cantarane".

PERSICO
Sono ben pochi i riferimenti storici riferiti a questo centro che un tempo doveva avere grande importanza, anche per il fatto di essere confinante con la città di Cremona, che esercitava una forte influenza sul contado. Nei documenti cremonesi d’epoca medioevale si trovano spesso citate persone "de Persico"; ad esempio, nel 1150 "Otto de Persico" è Console del Comune di Cremona. Nel 1648 vicino a Persico si combattè una battaglia fra l’esercito spagnolo (che occupava Cremona) e 12.000 soldati delle truppe gallo – sardo – estensi che stavano assediando la città; gli Spagnoli costrinsero il nemico a ritirasi verso Levata e Grumone. A Persico – e precisamente nella cascina Sant’Alberto – nacque il 5.09.1855 l’illustre geografo Arcangelo Ghisleri che fu anche letterato e seguace degli ideali politici repubblicani di Giuseppe Mazzini. La Chiesa Parrocchiale di Persico intitolata ai Santi Cosma e Damiano, fu costruita fra la fine del XVII e l’inizio del XVIII, poiché l’edificio preesistente venne distrutto da un terremoto nel 1694; interventi successivi l’hanno ampliata e rimaneggiata; il campanile – opera dell’arch. Adelchi Barbieri – risale al 1904. Nel territorio compreso fra Persico e Dosimo si trovano le Cascine di Barbiselle, che un tempo ospitavano decine di famiglie dedite al lavoro dei campi; la Cascina "Barbiselle di sopra", con i suoi modernissimi allevamenti di vacche da latte e di cavalli, è una delle migliori aziende agricole della Pianura Padana.

PERSICHELLO
Quella che oggi è la Frazione più grande dell’intero Comune, un tempo era costituita solo da poche case e qualche cascina, comprese fra la "Corte Bassa" e la strada per San Marino. Quello che probabilmente fu il più antico nucleo della Frazione è infatti chiamata "Cascina Persichello"; vicino ad essa si trova una bella villa del ‘500 recentemente restaurata dalla famiglia Pozzi. Nella Cascina "Commenda", posta lungo la strada per Cremona, nacque nel 1822 Giacomo Pagliari, patriota che cadde in battaglia il 20.09.1870 nella "breccia di Porta Pia" per la conquista di Roma. La villa Ruggeri, posta lungo la strada provinciale per Cremona, risale alla fine del ‘700 e fu costruita dalla nobile famiglia cremonese dei Mina; pregevole e ancora ben conservato è il giardino all’inglese della villa, anche’essa del ‘700. La cascina "Acqualunga", situata a sud – est di Persichello, fu edificata nel ‘800 sul luogo dove da diversi secoli esisteva una Cascina – Convento dei Frati di Sant’Abbondio. Sul lato nord della Cascina vi è uno splendido porticato sovrastato da una loggia. Verso sud si trova la chiesetta dedicata alla "Visitazione di Maria Vergine" ed un vecchio mulino di cui si conserva ancora la ruota.

BETTENESCO
Frazione situata in un importante nodo di comunicazione sull’antichissima strada che da Cremona conduce a Brescia. Sino alla fine del secolo scorso era sede di Comune autonomo.

VILLASCO
Vanta una storia molto antica, testimoniata anche dal ritrovamento di alcune lapidi. Nel 990 il Vescovo di Cremona Olderico dona al Monastero di San Lorenzo, da lui fondato nel suburbio di Cremona, terreni ed edifici siti in varie località, fra cui Villasco. Nel secolo X era – come Quistro – un possedimento dei Monaci Nonantolani e sino all’inizio dell’800 c’era un villascio dei cappuccini.

A cura di Giuseppe Bignardi